Venom: un disastro in post-produzione

Se c’è qualcosa che ci ha insegnato Suicide Squad, è che i personaggi e gli attori non contano, se regia ed editing poi fanno disastri. Sfortunatamente, anche Venom soffre lo stesso fato, e resta sempre a un soffio dal raggiungere un livello qualitativo pari a quello a cui ci ha abituato la Marvel.

Non è di certo colpa del casting. Tom Hardy fa un ottimo lavoro nel rappresentare Eddie, il giornalista investigativo che per puro caso si ritrova a dover fare i conti con il simbionte in corpo. Michelle Williams, nel ruolo della fidanzata tradita, è altrettanto brava, e lo stesso si può dire dei (pochi) altri personaggi secondari.

Altro punto di eccellenza sono gli effetti speciali. I simbionti sono davvero credibili, sia dentro sia fuori dal corpo del loro ospite: inquietanti e alieni, è un evidente miglioramento da Spider Man 3 (che pure, per l’epoca, non era niente male). Il rapporto tra Eddie e il simbionte è dinamico e divertente, e sicuramente il punto forte dell’intero film.

E con questo finiscono gli aspetti positivi. Praticamente ogni altro componente di Venom va da mediocre a terribile, senza scampo.

La sceneggiatura è estremamente semplice e lineare, quasi scheletrica. I primi 30 minuti del film presentano, con una certa lentezza, i personaggi principali, dando quasi l’idea che ci sarà una crescita e una evoluzione nei loro rapporti: niente di tutto questo. La rimanente ora è solo un susseguirsi di spostamenti tra location, intervallati da combattimenti – che, per quanto ben fatti siano, rimangono generalmente nella norma, senza mai eccellere. C’è da chiedersi cosa sarebbe cambiato con la mezz’ora di scene tagliate in post produzione, definite da Tom Hardy la parte che più mi era piaciuta del film.

I personaggi stessi sono inoltre praticamente tutti bidimensionali, definiti solo dal loro ruolo nel film e senza mai cambiare. Il peggiore, fra tutti, è senza dubbio il “cattivo”: non ho ricordi, negli ultimi 20 anni, di un antagonista altrettanto terribile. È quasi una parodia di se stesso – ma senza sfociare nella macchietta, che almeno sarebbe stata divertente e forse più apprezzabile. Difficile dare la colpa all’attore: c’è davvero poca sostanza su cui lavorare, e mi sembra praticamente impossibile da migliorare senza stravolgere completamente lo script.

La questione “PG-13” ha poi avuto un effetto visibile e deleterio per il film. Per chi non avesse seguito la faccenda: il timing dell’annuncio del film aveva dato per intendere che dovesse seguire la strada aperta da Deadpool e Logan: una produzione relativamente economica, R rated (per adulti), violenta e realistica, e con un pizzico di horror. In fase di post-produzione Sony ha poi deciso di eliminare le scene violente e abbassare il tono generale, per raggiungere un rating PG-13 e indirizzare il film più ad adolescenti che ad adulti. Come anticipavo, si vede: i combattimenti sono piatti e banali, quasi noiosi – si hanno scene ridicole in cui Venom strappa a morsi la testa di una persona, ma succede fuori camera e non si vede nulla, o il simbionte che affronta dozzine di militari SWAT senza nemmeno una goccia di sangue sparsa.

Nemmeno musica e fotografia riescono a migliorare il risultato: sono entrambe mediocri e dimenticabili. Un peccato in particolare per la seconda, considerando quello che Ant Man è riuscito a fare con San Francisco.

In definitiva, Venom è un film rovinato da scelte discutibili di Sony, che si regge unicamente sul rapporto tra Eddie e il simbionte – che, per quanto divertente, non è abbastanza per salvarlo.

Voto finale: 5.5/10