GAME OF THRONES – RECENSIONE 6×03: “OATHBREAKER”

La cosa bella delle ultime due puntate, bisogna ammetterlo, è che non ci hanno fatto aspettare per riprendere il bandolo della matassa jonsnowiana. Quindi alla Barriera ritroviamo Jon Snow esattamente dove l’avevamo lasciato – ossia nudo sul tavolo. Ed è meraviglioso (non solo per il fatto che è nudo, anche se ha il suo perché). Lo ammetto col cuore in mano: ho amato ogni sua singola scena – se c’era Davos in mezzo, meglio ancora!

Bisogna fare una statua a quell’uomo. L’ho già detto e lo ripeto: Davos non è l’eroe che Gotham merita, ma quello di cui ha bisogno. Davos è il papà che tutti noi vorremmo avere. Ed è lui che assiste alla rinascita di Jon Snow – e ringraziamo tutti l’inquadratura di Jon Snow nudo. Un Jon Snow terrorizzato e prossimo all’attacco di panico, che si tocca le ferite senza capacitarsi di essere ancora in vita – perché queste sono le ultime cose che ricorda: del tradimento dei Guardiani e di Olly in particolare, delle pugnalate e della sua effettiva morte.

Melisandre, che arriva un attimo dopo, è più incredula di Davos, il che è tutto dire, visto che lei conosceva di persona Thoros di Myr dall’incredibile capacità di far risorgere i morti. Alle domande sull’aldilà, Jon risponde con un’agghiacciante: “Non c’era nulla”. Rassicurante. Melisandre ritrova il suo credo toccando con mano Jon e la possiamo capire, e torna a confermare la sua teoria che non era Stannis il Principe che venne promesso, bensì Jon Snow.

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Davos for president2

Jon Snow fatica a dare un senso a tutto quanto e Davos è splendido: “Vai avanti,” gli dice. “Combatti finché puoi combattere. Ripulisci tutta la merda che riesci a ripulire.” Jon, che ha perso ogni fiducia in se stesso, gli dice che non saprebbe come fare, che credeva di saperlo, ma che aveva fallito. “Bene. Ora va’ e fallisci di nuovo,” gli dice Davos. Davos for president.

Jon Snow esce finalmente dalla stanza vestito da Lord Commander, ed è visibilmente affaticato e dolorante, il che mi porta a domandarmi come funzioni esattamente tutta questa faccenda della resurrezione. Gli uomini sono intimoriti da lui, lo credono un dio, anche se Jon lo nega. Tormund è così felice che il suo BFF sia vivo che si permette di prenderlo per il culo parlando di non-divinità con gli uccelli piccoli. Tuttavia è da Edd che Jon Snow va subito dopo, e i due si abbracciano con un enorme sorriso (qualcuno sta sorridendo, presto, chiamate Ramsay che faccia uccidere un altro neonato!) mentre Edd gli chiede se sia davvero lui, visto che i suoi occhi sono ancora marroni. Jon lo rassicura, io non vedo l’ora di gustarmi la sua vendetta, non-morto o meno.

Ritroviamo Sam e Gilly, di cui non interessa niente a nessuno, in viaggio verso la Cittadella per permettere a Sam di diventare Maestro e aiutare Jon in futuro, ma siccome là non sono ammesse donne, faranno un breve pit-stop per lasciare Gilly e bambino a casa di Sam perché “mio padre è uno stronzo, ma mamma e sorella sono fantastiche, te l’assicuro!” Voglio proprio vedere come andrà a finire una volta che Sam si presenterà davanti a Papà Tarly con Gilly e figlio al seguito.

Flashback time con Bran! Credo sia una delle parti che più aspettiamo, ormai.

Siamo a Dorne, nella Torre della Gioia dov’era stata rinchiusa Lyanna Stark, rapita da Rhaegar Targaryen (per lo spiegone, c’è un piccolo approfondimento nella recensione della scorsa puntata), e arrivano Ned, Howland Reed (il padre di Meera, per capirsi) & amici per liberarla.

Ci sono Arthur Dayne, la Spada dell’Alba, e un altro soldato di guardia (e che meraviglia vedere gli emblemi Targaryen sulle loro armature!), e la sola ragione per cui Dayne non era alla Battaglia del Tridente a difendere il proprio Principe dalla sconfitta e, con tutta probabilità, cambiare le sorti del duello tra Rhaegar e Robert Baratheon, era perché Rhaegar stesso gli aveva ordinato di restare lì a difesa della Torre, visto che Dayne era, all’epoca, il miglior spadaccino esistente. Per capirci, Ser Barristan Selmy, morto nella scorsa stagione ma pure lui il più grande cavaliere e spadaccino dei suoi tempi, ammetteva di essere una schifezza in suo confronto. 

arthur

Chiariamoci, in questo momento io facevo il tifo per Arthur Dayne, che, oltre che sborone, è pure il figo che fa il Governatore Woodes Rogers in Black Sails. Amen.

È chiaro, quindi, che, una volta che Dayne fa fuori tutti quanti con due spadoni (sì, Dayne è un figo), l’unico modo per sconfiggerlo è ricorrere a mezzi infidi e scorretti: Howland Reed, che tanto morto non era, quindi, lo attacca da dietro e gli trafigge la gola, e solo in un secondo momento Ned lo finisce. È questo che sconvolge di più Bran: Ned aveva sempre raccontato di aver sconfitto Dayne in duello, era una storia risaputa da tutti, invece quella che Bran ha davanti è una lotta impari in cui Ned è chiaramente in difficoltà e prossimo alla sconfitta e si salva solo grazie al colpo basso di Reed. Ned è un bugiardo e nemmeno tanto meglio del Jaime Lannister che pugnalò alle spalle il Re Folle prima di tagliargli la gola – che novità!

Ma non c’è tempo per pensare: dalla Torre giungono delle urla di una donna

Spoiler su quello che potrebbe essere accaduto nella Torre

e quindi siamo tutti curiosissimi di sapere cosa accadrà, avanti, ditecelo e—ovviamente il Corvo vuole andarsene. Ma anche no. Bran giustamente lo ignora e corre dietro a Ned urlando “Padre!” e, incredibile, Ned si gira a guardare nella sua direzione. Potrebbe essere un soffio del vento, spiega il Corvo, ma nessuno ci crede. Il Corvo lo trascina via dalla visione con l’avvertimento che non si può stare troppo a lungo in un posto in cui non si appartiene pena il rischio di non tornare più indietro, e Bran, in uno sfogo che è del tutto comprensibile, si chiede perché uno come lui, storpio e in una landa desolata e deprimente e praticamente senza famiglia e felicità, dovrebbe voler tornare indietro. Il Corvo gli dice che sono mille anni che è lì che lo aspetta (e infatti nel frattempo ha messo radici. Ah ah ah), che di certo il destino di Bran non sarà quello di diventare l’Albero Azzurro, ma che ha un solo compito prima di andarsene: imparare. TUTTO. Okay. Tranqui. È un po’ come sgomberare la mente prima di saltare da un palazzo all’altro in Matrix. Quale difficoltà potrebbe mai esserci?

Daenerys finalmente è arrivata a Vaes Dothrak e viene portata nella tenda delle Dosh Khaleen, le vedove Dothraki che sono le uniche residenti stabili della città, dove tutti sono cortesi ed educati e spogliano così amorevolmente Dany prima di rivestirla con stracci di quarta mano. Ricordiamo che Dany era già stata nella capitale dothraki ancora nella prima stagione per essere presentata proprio alle Dosh Khaleen (con l’allegra scena del “mangiamo il cuore di cavallo senza vomitare!”) le quali avevano predetto che il figlio che portava in grembo sarebbe stato lo Stallone che Monta il Mondo. E com’è piccolo il mondo, eh!

vaes FINALE

In sei stagioni (in alto la prima, in basso la sesta), i Dothraki hanno raggranellato abbastanza soldi per rinnovare Vaes Dothrak e meritarsi una menzione d’onore a “Extreme Makeover: Home Edition”. E poi dicono che c’è crisi…

Dany riparte con la filippica del “sono Daenerys Stormborn, la moglie del Grande Khal, Distruttrice di Catene e blablabla” e nel mentre che finisce Melisandre ha raggiunto i 1543 anni d’età. La vedova che comanda le dice che si ricorda di lei ma che in sostanza non gliene frega una mazza di chi è e chi non è, tanto in ogni caso è fottuta come sono fottute tutte loro. Capisci che le cose vanno male quando il farsi suora è l’opzione migliore, al momento. Dany ha lo sguardo che dice “te la faccio vedere io, la suora!” e uno non può che sperare che chiami i suoi cacchio di tre draghi che si ritrova e rada al suolo anche Vaes Dothrak, ma so che è vana speranza. Per adesso mi aspetto che inizi a seminare un po’ di zizzania tra le vedove, giusto per far capire quanto assurda sia tutta questa storia delle Dosh Khaleen.

A Meereen il nostro amico Varys tesse le sue solite, subdole ragnatele. Fa arrivare Vala, una donna che si era vista nella scorsa stagione nei panni di una prostituta che aveva aiutato i Figli dell’Arpia nei loro piano di ribellione, e Varys sa esattamente dove e come colpire per avere le risposte che cerca: promette una marea di monete d’argento e un passaggio sicuro per Pentos per la donna e il figlio o la scelta di morire per i crimini commessi. La scelta non è molto difficile.

no vino

Chiaramente Missandei e Grey Worm non colgono lo humor di Tyrion.

Nel mentre Tyrion, Missandei e Grey Worm, in una scena che sembra presa da un siparietto comico del Saturday Night Light, tentano di far passare il tempo nei soliti modi tyrioniani – ossia con vino, battutacce, conversazioni argute in cui Tyrion si auto-cita con orgoglio e una marea di situazioni imbarazzanti. Tyrion è meraviglioso.

Comunque Varys arriva in tempo per salvare il trio da situazioni ancora più imbarazzanti e scopriamo che chi finanzia di Figli dell’Arpia sono nientepopodimeno che… I Padroni di Astapor e Yunkai, aiutatati dagli schiavisti di Volantis. Yay! La soluzione potrebbe essere quella di attaccarli? Probabile. Ma prima gli uccellini di Varys devono portare un messaggi ai ribelli…

Detti uccellini, a King’s Landing, sono dei bambini straccioni finiti nelle mani “benevoli” di Qyburn, che li conquista in dieci secondi netti proteggendoli dagli stronzi e regalando dolcetti come faceva Varys. Inutile dire che Qyburn che regala dolcetti mi fa venire in mente tutte le volte che i miei genitori mi raccomandavano di non accettare caramelle dagli sconosciuti. In ogni caso, gli uccellini sembrano in mano dei Lannister, ora, quindi resta da domandarsi a chi andrà la loro lealtà, alla fine della storia.

Arrivano Cersei, Jamie e The Zombie-Mountain, e Jamie si comporta da idiota per nessuna ragione al mondo mentre Cersei preannuncia che ci sarà, piuttosto che il processo di fronte ai septon per dimostrare la sua innocenza, un processo per singolar tenzone in cui The Zombtain sarà il suo campione… Resta da vedere quale sventurato si batterà contro di lui, ma dubito che l’High Sparrow si farà trovare impreparato.

olenna

Olenna’s Thug Life.

Al Consiglio Ristretto (composto da Olenna Tyrell (YAY!), il Gran Maestro Pycelle, Mace Tyrell, e da Zio Kevan Lannister, fratello minore di Tywin e Hand of the King), Maestro Pycelle fa una gaffe dopo l’altra insultando Qyburn e The Zombtain senza accorgersi che il suddetto è arrivato accompagnato dai Fratelli Lannister. Olenna è tornata perché è la migliore e ci mancava perché sta cercando di sistemare i disastri combinati da tutti. Olenna, con una poker face da paura, insulta Cersei dicendo che in sostanza di quello che le è successo con la Walk of Shame poco le frega, visto che lei è la Queen Mother e non la vera Regina considerando che non è sposata con il Re e “capisco che concetti come questo devono essere poco chiari nella vostra famiglia.” L’ho già detto che la amo? La amo.

Il Consiglio cerca di buttarli fuori, ma i Lannister si siedono senza esitazione perché vogliono parlare di Myrcella e di quello che si deve fare a riguardo (ed è l’unica cosa su cui do loro ragione). Siamo catapultati nella mensa della high school di Mean Girls quando Zio Kevan dice: “Beh, visto che non possiamo sbattervi fuori, vorrà dire che ce ne andiamo noi.” Olenna ha un sorriso che illumina il mondo e tutti si alzano e se ne vanno. Una balla di fieno passa nella sala vuota davanti ai fratellini immobili e chiaramente per niente abituati ad essere trattati da paria. And now, bitches?

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La più adorabile gif mai creata da Lord of Chaos.

Nel mentre Tommen, tirando fuori le palle (incredibile!), va dall’High Sparrow, l’uomo più zen di Game of Thrones, pretendendo che a Cersei sia permesso visitare la tomba di Myrcella. E il Passero, con un dolcissimo sorriso: “No.” Tommen punta i piedi e dice che è il Re, al che il Passero risponde che era stata proprio Cersei a dirgli che “la Corona e il Credo sono le due colonne portanti di questo mondo, gnegnegnè.” Mi immagino un mondo di sassy friends in cui il Passero e Olenna sono migliori amici.

Comunque il Passero sostiene che Cersei non avrà espiato del tutto i suoi peccati finché non affronterà il processo di fronte ai sette septon (quindi ancora non sa del piano di Cersei con il processo a singolar tenzone). Come se la Walk of Shame non fosse servita a nulla, insomma. Il Passero parla dell’amore di una madre che lui non ha mai conosciuto e di come ogni cosa che Cersei faccia sia fatto in beneficio dei figli (cosa che avevo già sottolineato nella scorsa puntata) e blablabla in sostanza Tommen è venuto lì per tirar giù i muri e se ne va con nulla di fatto ma con un lavaggio di cervello in più. Bravo Tommen, sei proprio utile.

Arya, intanto, va incontro all’allenamento di Daredevil con un sottofondo di Rocky fatto di bastonate e botte da orbi e bugie smascherate sistematicamente a bacchettate nei suoi racconti. Una ragazza diventa sempre più figa prendendosi bastonate. Arya ammette che aveva tolto dalla sua famosa lista il Mastino (e questo continuo accennare di lui mi puzza… Vuoi che anche lui non sia davvero morto? Uno ci spera sempre), e che in realtà sono rimasti ben pochi nomi – solo tre, in effetti: Cersei, Ser Gregor (di cui non sa morte e resurrezione, quindi), e Walder Frey. Riguardando la lista, ci rendiamo conto che mancano alcuni nomi di persone ancora in vita, in realtà: Ilyn Payne, che aveva tagliato la testa a Ned Stark, Melisandre, Beric Dondarrion e Thoros di Myr (questi ultimi avevano rapito Gendry – il quale probabilmente sta ancora remando verso l’Isola che non c’è). Anche l’Orfana sembra perplessa quando sente così pochi nomi, e Arya le chiede, con un sorriso da schiaffi, quali nomi vorrebbe che pronunciasse.

arya

Questa ragazza finalmente ci vede.

Anyway, finalmente Arya è tornata figa e picchia duro, e all’ennesima volta in cui Jaqen H’ghar le chiede il suo nome, lei ancora risponde: “Nessuno”. Jaqen allora le fa bere l’acqua della fonte della morte e all’esitazione di Arya, le dice che se è davvero Nessuno come sostiene, allora non deve aver paura. Detto fatto, Arya beve e torna a vederci! Yay! Finalmente questo strazio è finito, ora speriamo solo che le cose si muovano più in fretta e che Arya torni ad essere l’assassina che dovrebbe essere.

A Winterfell, arrivano gli Umber, Casa nota per la fedeltà agli Stark, che non avevano giurato fedeltà a Roose Bolton quand’era diventato Protettore del Nord per il semplice fatto che “Roose Bolton era uno stronzo”. Testuali parole. Ah, e ovviamente nessuno crede alla storia di Ramsay che papà Bolton sia morto avvelenato: Jon Umber praticamente gli ride in faccia “Sì certo, dicono tutti così”. In ogni caso Umber è incazzato perché Jon Snow ha fatto un patto con i Bruti e questo gli sta sulle balle in modo assurdo, quindi vuole aiuto per scacciarli di nuovo al nord della Barriera. Ramsay ovviamente dice che non farà nulla a meno che Umber non giuri fedeltà ai Bolton, al che Umber gli ride ancora in faccia dicendo che Roose Bolton aveva giurato fedeltà a Robb Stark, e tutti sappiamo com’è andata a finire.

Capiamoci… L’ultima volta che abbiamo visto Rickon era un marmocchio di un metro e una vigorsol.

Ma Umber ha un asso nella manica per convincere Ramsay. Un asso totalmente inaspettato. Perché Umber ha Osha e Rickon Stark.

Lasciatemelo ripetere. Osha e Rickon Stark, spariti da tre stagioni secche. Rickon è completamente irriconoscibile e mi lamentavo io di Bran… Rickon è tipo alto due metri, ora.

Ah. E per provare che Rickon sia davvero Rickon, Umber piazza sulla tavola la testa di Shaggydog. Lasciatemelo ripetere. La testa di Shaggydog.

GMORK VS SHAGGY

Sopra: Shaggydog. Sotto: Gmork della Storia Infinita. Voglio considerarli parenti.

Ora. All’inizio ero furiosa – un altro meta-lupo morto no, cazzo. Poi però ho iniziato a pensare. A parte il fatto che, a livello tecnico, la testa è fatta davvero male (ma male male male. Cioè, sembra la testa di Gmork della Storia Infinita, per capirsi)… Poi a me sembra troppo piccola per essere quella di un meta-lupo: non può essere più grande di quella di un lupo normale.

Facendo un passo indietro alla lontanissima terza stagione (che è stata l’ultima volta in cui abbiam visto l’allegro trio), Bran, per proteggere Rickon, l’aveva mandato proprio dagli Umber. Il tutto accade, come tempistiche, più o meno durante il Red Wedding, quindi posso ipotizzare che, anche se gli Umber non erano fisicamente presenti durante il tragico massacro, vengono comunque a conoscenza di quello che è successo e, in quanto Casa fedele agli Stark, si incazzino assai. Quindi voglio credere (leggi: auto-convincermi) che Umber abbia fatto un’alleanza con Rickon per spodestare e spero uccidere Ramsay e che la testa sia quella di un semplice lupo. Anche perché appunto gli Umber erano fedeli agli Stark, e Jon Snow ha sì, scelto di accogliere i Bruti, ma l’ha fatto in virtù di Lord Commander di Castle Black, quindi non ha senso vendicarsi di lui come Jon Snow. O no?

In ogni caso Ramsay ha il sorriso più inquietante di sempre quando dice a Rickon: “Bentornato a casa, Lord Stark”. Ora resta da vedere come si evolveranno le cose. Ramsay è talmente folle che non ci sarebbe da ridere se li volesse uccidere, ma, in mancanza di Sansa Stark, sarebbe un po’ stupido che uccidesse Rickon. O no? Non sono più sicura di niente.

Torniamo da Jon Snow in tempo per l’esecuzione dei traditori. Prima di morire Thorne fa un discorso sensato, se si guarda la sua ragione: lui ha compiuto la sua scelta, ha combattuto e ha perso, quindi ora può riposarsi con l’anima in pace. È Jon Snow, invece, che dovrà portare il peso delle sue decisioni.

L’unico che tra i condannati non dice niente è Olly, e c’è solo odio nei suoi occhi. Jon è chiaramente combattuto – per un momento infinito sembra abbia pure cambiato idea – poi compie il suo dovere sotto gli occhi dei Guardiani e li impicca senza mai distogliere lo sguardo, come gli aveva insegnato Ned milioni di anni prima. So che alcuni si sono sentiti disturbati alla vista di Olly morto… Io onestamente no. Hell no. Se l’è meritato, lui e tutti gli altri. Ho gioito nel vederli morire. Diamine, hanno ucciso Jon Snow, il Lord Commander! Se non è alto tradimento questo e punibile con atroci sofferenze, no so cos’altro potrebbe esserlo.

E adesso Jon Snow fa il mic drop più bello di sempre: si toglie il mantello di Lord Commander e lo consegna a Edd con una promozione: ora è Edd il Lord Commander di Castle Black. Cala la notte, e la mia guardia ha inizio. Non si concluderà fino alla mia morte”: con la sua effettiva morte, la sua guardia è finita. Fuck you, dice in pratica Jon Snow. Finalmente può andare a vendicare la sua famiglia e spaccar culi e fare quello che doveva fare da cinque stagioni. Grazie agli dei.

jon

Fuck the Night Watch. Jon Snow OUT.

Quanto. Ho. Goduto.


  • MORTI IMPORTANTI: Shaggydog (?), Thorne, Olly (YAY)
  • ASSENTI DELLA PUNTATA: Le Vipere, per la gioia di tutti noi. Sansa e compagnia bella, Theon, Yara, i draghi…
  • TETTE/CULI: Culo di Jon Snow e siamo tutti felici. Per il resto incredibilmente ancora niente tette!
  • MOMENTO PIÙ WTF?!: Rickon è ancora vivo?!